Le origini

Fanfara di Comerio 1908
Prima fila, da sinistra : Piero Bianchi, Carlo Ossola, Giovanni Fidanza, Antonio Bertagna, Angelo Ossola – Fila centrale : Alberto De Bosini, Giuseppe Ossola, Cornelio Ossola, Fausto De Camilli (fondatore e prio maestro), Andrea Lucchetti, Giuseppe Buzzi – In basso : Pietro Bianchi, Riccado Gamberoni, Romeo Binda, Ercole Bogni, Attilio Papa, Ottavio Lucchini, Pasquale Ambrosetti.
« 1 di 3 »

(clicca sull’ immagine per vedere la galleria fotografica)

Per poter risalire alle nostre origini occorre fare un salto a ritroso nel tempo di poco più di un secolo… ci tuffiamo così in piena età giolittiana, caratterizzata da significativi progressi economici dove cattolici e socialisti tessevano le fila delle nuove organizzazioni sociali; in un Italia ancora per lo più contadina inizia a svilupparsi il settore industriale.

A Comerio la popolazione lavora in campagna, nelle filande, commercia legname ed è impegnata nella fabbricazione delle pipe. La domenica ci si concede a pochi svaghi come il gioco delle bocce o delle carte, magari davanti a un buon bicchiere di vino, mentre qualcuno s’esercita con strumenti musicali: dal 1896, infatti, esiste una piccola Fanfara che accompagna le feste alpine, un gruppetto di giovani musicanti che vive la musica come hobby.

Nel frattempo la cooperativa familiare, tra il 1902 e il 1904, e la Società Operaia di Mutuo Soccorso, tra il 1903 e il 1905, iniziano a costruire le proprie sedi. Nell’aprile del 1908 si stabilisce in paese Fausto De Camilli, uomo di profonda cultura musicale, proveniente da Besozzo. Conseguito a Milano il Diploma di Composizione, ha fatto parte della Banda di Bellinzona dove ha suonato il trombone ed è stato vice maestro. E’ dalla creatività e dalla passione di Fausto De Camilli che prende il via la storia della Banda di Comerio.

Deciso a dar vita ad un complesso musicale, il Maestro conosce la generosità e la disponibilità dei suoi nuovi concittadini; racimola collaboratori, qualche soldo ed inizia ad impartire lezioni di teoria e di solfeggio ai giovani del paese. Le sue prime preoccupazioni infatti, sono l’istruzione musicale dei giovani e l’acquisto degli strumenti per poter dare inizio ad un’ attività musicale a tutti gli effetti. Come fare, però, per avere flicorni, tromboni e bombardini a sufficienza? La povertà infatti in questo periodo regna sovrana e il problema sembra invalicabile. Ma nulla è perduto! Infatti capita fortunatamente che, proprio in quel periodo, la banda di Luino decide di cambiare tutti gli strumenti. Si combina un prezzo di favore per l’acquisto, e in paese l’entusiasmo sale alle stelle. La buona volontà e l’euforismo dei musicanti è inarrestabile, tanto che pochi mesi dopo l’arrivo degli strumenti, prende corpo una piccola Fanfara, che nel 1912, si trasforma in una Banda musicale.

       Tra le due guerre… >