Filarmonica di Comerio


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Foto formazione del 1908 clicca per ingrandireFoto formazione del 2008 clicca per ingrandire

Con un balzo di novant’anni a ritroso nel tempo, ci tuffiamo in piena età giolittiana. La più alta autorità è il Re, ma l’uomo più potente d’Italia è Giovanni Giolitti, primo Ministro che caratterizza un’epoca di significativi progressi economici, con cattolici e socialisti a tessere le fila delle organizzazioni sociali. L’Italia contadina concede spazi ed opportunità alla proto-industria. A Comerio, la cooperativa famigliare (tra il 1902 e il 1904) e la Società Operaia di Mutuo Soccorso (tra il 1903 e il 1905) costruiscono le proprie sedi. Nel 1907, ecco la prima lampadina pubblica ad illuminare la piazza del paese ed il lavatoio. La gente lavora in campagna, nelle filande, a fabbricare pipe ed a commerciare legname. La domenica si dà a pochi svaghi: c’è chi gioca a bocce, qualcuno s’esercita con strumenti musicali (dal 1896, infatti, esiste una piccola fanfara che accompagna le feste alpine).
Nell’aprile del 1908 si stabilisce in paese Fausto De Camilli, uomo di profonda cultura musicale, proveniente da Besozzo. Conseguito a Milano il Diploma di Composizione, ha fatto parte della Banda di Bellinzona dove ha suonato il trombone ed è stato vice maestro. E’ dalla creatività e dalla passione del De Camilli che prende il via la storia della Banda di Comerio.

 LA FONDAZIONE

L’istruzione musicale dei giovani e l’acquisto degli strumenti, sono queste le prime preoccupazioni del De Camilli nella primavera di novant’anni fa. Deciso a dar vita ad un complesso musicale, il Maestro conosce la generosità e la disponibilità dei suoi nuovi concittadini; racimola collaboratori, qualche soldo ed inizia ad impartire lezioni di teoria e di solfeggio. Come fare, però, per avere flicorni, tromboni e bombardini a sufficienza? La sorte, si sa, aiuta gli audaci. Così capita che, proprio in quel periodo, la banda di Luino decide di cambiare tutti gli strumenti. Si combina a prezzo di favore per l’acquisto. Nel giorno previsto, tutta la popolazione di Comerio in un clima d’euforia quell’iniziale gruppo di giovanotti volenterosi, può cominciare a far sentire le prime note che, in realtà (è stato tramandato), sono veri e propri rumori. La buona volontà e l’entusiasmo dei musicanti è inarrestabile. Pochi mesi dopo l’arrivo degli strumenti, prende corpo una piccola fanfara che, nel 1912, si trasforma in una banda musicale con tanto di bassa musica (cioè cassa, piatti e strumenti d’accompagnamento) e quindi non solo più trombe ad un pistone.

 DA UNA GUERRA ALL’ALTRA

La spensieratezza dell’età giolittiana (condita dalla retorica per la conquista della Libia), s’interrompe bruscamente a causa di una guerra che il popolo non vuole ma che (è stato scritto), contribuisce a "fare" gli italiani. L’attività della banda si ferma per quattro anni. Nel novembre del 1918, non appena si sparge la voce che è tornata la pace; gli allievi del De Camilli , che hanno evitato la chiamata alle armi per la giovane età, percorrono le vie del paese suonando inni patriottici. Alcuni musicanti sono purtroppo morti in guerra, altri sono tornati mutilati o invalidi. Il gruppetto dei superstiti deve ricominciare da capo e lo fa con l’entusiasmo delle origini. Nel 1919 si ricostituisce la scuola degli allievi. L’avvento del fascismo segna l’inizio di un’altra epoca di profonde trasformazioni sociali.
Nel 1929 arriva a Roma l’ordine che i tre Comuni di Comerio, Barasso e Luvinate devono essere fusi in un solo comune con denominazione "Comerio". Essendo ancora vivi l’amore per il proprio campanile e l’orgoglio di appartenere al paese, la decisione non è delle più semplici da attuare. A Barasso ci si adegua controvoglia al nuovo corso storico. De Camilli viene esonerato dall’incarico di Maestro della banda. Di lì a non molto la nuova amministrazione comunale unifica le bande dei due paesi vicini e fa capire a Fausto De Camilli, uomo di chiare idee antifasciste, che non deve più occuparsi della banda è impresa ardua. La protesta dei musicanti di Comerio è immediata: nessuno di loro si presenta per far parte della nuova banda.
Così a Comerio anche la musica, come altre attività, diventa clandestina. E’ per merito di Luigi Civelli, gerarca fascista, più legato alla tradizione della banda che ai principi del partito, che nel 1931-32 si trova una scappatoia. Il corpo bandistico viene convertito in Fanfara degli Alpini per la provincia di Varese; da quel momento, infatti, le adunate degli Alpini, comunali, provinciali e nazionali, vedono partecipare la Fanfara di Comerio con tanto di divisa e cappelli alpini. Nel 1935 muore Fausto De Camilli, fondatore ed animatore per tanti anni della banda. La responsabilità di mantenere in vita il sodalizio passa nelle mani del Maestro Giuseppe Vanoli che,dopo il secondo conflitto mondiale,in collaborazione con Luigi Formoso, ottimo clarinettista e poi Maestro, e con il direttore amministrativo Angelo Ossola, riesce a realizzare un corpo bandistico all’avanguardia. Il vuoto lasciato dal Fondatore viene colmato dal figlio Elmo, esperto suonatore di corno, tesoriere e per lungo tempo anima della banda. Giuseppe Vanoli rassegna le dimissioni dal suo incarico nel 1968, continuando come vice maestro, e passa le consegne a Luigi Formoso. 


FINO AI NOSTRI GIORNI

Anni che passano, modi di vita stravolti dal benessere sociale e da nuove organizzazioni del lavoro, sembrano non intaccare la realtà della banda e la vivacità di una tradizione che continua. Il paese le vuole bene. Essa accompagna i momenti di festa e di dolore, funzioni religiose e celebrazioni civili. La stessa Amministrazione comunale si rende sempre più consapevole della grande importanza che riveste la banda nel contesto del paese; per questo nel 1973 mette a disposizione due locali nel complesso civico: nasce la prima vera sede della banda. In precedenza, ad ospitarne prove e riunioni sono stati il Bar Agnello (fino al 1935) e il Circolo Cooperativa Famigliare (fino al 1973).
Un ulteriore contributo alla crescita del complesso musicale viene dato (1971 ) dalla costituzione dell’Associazione Amici della Filarmonica che riunisce tutti i sostenitori della banda e delle sue iniziative, prima fra tutte la scuola per gli allievi.
Nel 1975 sale sulla pedana, da Maestro, Wolfrano De Silvestri, cresciuto nella banda di Comerio, il quale dopo un lungo tirocinio di studio si diploma in composizione al Conservatorio di Verona. Inizia con lui il Corso di Orientamento Musicale, destinato alla diffusione della cultura musicale bandistica tra i più piccini ma anche tra gli adulti. Dal C.O.M. escono le nuove forze che assicurano l'inevitabile ricambio naturale negli anni. Con il M.° De Silvestri la banda conosce momenti di indiscutibile successo con la realizzazione di eventi concertistici particolarmente apprezzati anche al di fuori dei confini nazionali. Purtroppo, nell'ottobre del 2000, il nostro Maestro viene prematuramente a mancare, lasciando un vuoto profondo nei cuori dei musicisti e di tutte le persone che lo conoscevano. Gli succede il M.° Fabrizio Tallachini che, già diplomato in composizione e direzioned'orchestra ).
La banda è centro d’aggregazione, costruisce amicizie, cambia in meglio e ravviva le abitudini di vita comunitaria. Gite e pranzi sociali, puntuali nella scadenza, si caratterizzano per la riuscita e la gran partecipazione popolare. Ma la nostra banda è, soprattutto, buona ed apprezzata musica. Oggi la Filarmonica di Comerio è senz’altro tra i corpi musicali più conosciuti e stimati nella nostra provincia.







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